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Ho trovato un lavoro! Diario di un’Assistente (disperata) che ce l’ha fatta

28 gen

I giorni dopo

Puntata 2.

 conti

 I NOSTRI DIRITTI

Quando si viene licenziati a effetto immediato e senza giusta causa, a meno che non si tratti di fallimento dell’azienda stessa, si riceve innanzitutto quello che ci spetta per legge: quindi il TFR, il mancato preavviso, e il valore in denaro delle ore di permesso (r.o.l.) e delle ferie non godute. Sto parlando di un contratto a tempo indeterminato naturalmente, purtroppo chi ha contratti atipici avrà anche lo svantaggio di non poterci ricavare granché. Infatti è importante ricordare questo: è vero che oggi l’assunzione a tempo indeterminato non rappresenta più la garanzia che non ci licenzieranno mai (e io ne sono la prova), ma nel momento in cui questo succede, l’azienda nei nostri confronti avrà dei doveri ben precisi ai quali non potrà sottrarsi.  

È importante informarsi bene su questo e per capire quanto ci spetti occorre prendere in mano l’ultimo CUD, e cercare l’apposita voce del TFR per capire quantomeno l’ultima cifra che c’è accantonata a nostra disposizione; sull’ultima busta paga vedete invece ferie e rol che ancora non avevate utilizzato. Procuratevi una copia del vostro contratto di categoria, per capire esattamente quanto vi spetti di preavviso, in termini di mensilità: se, come nel mio caso, non vi è stato dato il preavviso, questo vi deve essere riconosciuto monetariamente. Un’azienda grande e strutturata ha ovviamente fior fior di avvocati che sanno come queste cose siano basilari, e difficilmente cercheranno di imbrogliarvi. Però ve le voglio dire lo stesso, perché non fa mai male saperle, e soprattutto perché possiate dimostrare ai vostri interlocutori che sapete bene cosa vi spetti per legge.

 QUANTO, COME E COSA NEGOZIARE

In sede di licenziamento vi verrà fatta una proposta di buona uscita (la transazione generale novativa) in cui vi verrà offerta una certa cifra. Di solito l’azienda vi proporrà il minimo indispensabile, sapendo che voi rilancerete alto e che probabilmente si negozierà per una via di mezzo. Le statistiche dicono che per trovare un lavoro adeguato oggi ci vogliono dai sei agli otto mesi circa, e il tempo aumenta con l’aumentare anche della nostra età. Sicuramente la cifra che vi dovranno dare non potrà scendere sotto questo numero di mensilità, fateglielo capire bene: innanzitutto chi vi licenzia è probabilmente fra i maggiori responsabili della crisi di quell’azienda (perché ne è un dirigente, quindi non ha saputo capire, o agire, o prevedere, o valutare nei modi opportuni come far procedere il business al meglio), ma lui rimane lì e voi no. Quindi, lui ha creato il problema, lui vi deve metter in condizione di potervi fare quanto meno ripartire. Basatevi anche sulla vostra anzianità di servizio, e su un punto molto importante: prima di tagliare le teste le aziende mettono in conto che questi tagli inizialmente costeranno, per cui non abbiate paura di chiedere: darvi ora dei soldi significa che poi loro ne risparmieranno un bel po’ in futuro!

 “ANDARE ALLA GUERRA”

cavaliere-e-cavallo

Io avevo in mente l’immagine di un cavaliere con l’elmo, la cotta e l’armatura che andava alla guerra: immaginate quanto dovessero pesare queste cose, eppure erano necessarie per aver salva la vita. Ecco, per un mesetto più o meno voi avrete la sensazione di portare qualcosa di pesante con voi, ma di necessario e fondamentale; e anche se sarete tristi, stanche, demotivate, voi dovete “andare alla guerra”. Per me non ha voluto dire passare dai tribunali, attenzione: nel mio caso non ci sarebbero stati gli estremi per muovere accuse, né mi interessava farlo, mi sarei portata avanti una causa magari per mesi, ricavandone alla fine solo qualche euro in più. Ma se ritenete che invece ci sia stato un abuso, allora non vi fermate!

Io non ero mai stata licenziata e non avevo nemmeno idea di cosa potessi chiedere o negoziare. Ci sono tante figure adesso a cui rivolgerci, io ancora una volta sono stata privilegiata: ho un’amica consulente del lavoro, che con pazienza e precisione mi ha spiegato tutto quanto era in mio potere fare. Un mio ex collega mi ha dato il numero di un suo avvocato del lavoro che mi ha dato una consulenza gratuita su come potevo procedere. Addirittura un conoscente che lavorava in un ufficio del personale, prossimo alla pensione, mi ha fatto il calcolo di cosa avrei potuto pretendere. E infine, visto che abbiamo la fortuna di far parte di Secretary.it, sappiate che abbiamo diritto a una consulenza: ho inviato una mail alla redazione e nel giro di tre ore l’Avvocato Tedesco mi ha richiamata, fornendomi tutti i consigli che mi servivano, gratuitamente.

Io non mi stancherò mai di dirlo: spero sempre che tutto questo non serva a nessuno, ma sappiate che i mezzi per tutelarci ci sono, usiamoli!      

PENSARE POSITIVO

Capite quali sono i vostri obiettivi: a mio avviso un pensiero negativo (tipo “voglio rovinare quell’azienda…”) non porterà mai nulla di vantaggioso a voi stesse e le discussioni su Linkedin di queste settimane vanno proprio in quella direzione. Però è importante che dall’altra parte recepiscano che non siete delle ignoranti in lacrime che si strappano i capelli, ma delle guerriere, che non arretreranno di un millimetro fino a che non avranno ottenuto quanto gli spetta.  Cercate di pretendere che anche nelle fasi intermedie tutto venga messo per scritto: per esempio a me è stata promessa una cosa in sede di licenziamento che poi misteriosamente è scomparsa nell’ultima versione della transazione….

Infine, se possibile, cercate di mantenere un rapporto con chi vi gestiva le paghe: quando iniziano ad arrivarvi a casa i prospetti con i conteggi del tfr, della liquidazione ecc. generalmente non vi sono molte spiegazioni e trovate una serie di trattenute anche complicate da capire.

Non vi scoraggiate e non abbiate timore di chiedere, chiedere e chiedere il perché di ogni cosa. A me non interessa se dall’altra parte hanno una foto con la mia faccia in cui lanciare le freccette: io voglio capire il perché di ogni euro erogato o trattenuto! Queste spiegazioni vi sono dovute.

CHIEDERE IL SUSSIDIO

Nel frattempo non dimenticate di cercare quale sia il Centro per l’Impiego più vicino a voi: la procedura può essere fatta partire subito, con la sola lettera di licenziamento, anche se la transazione non è ancora finita.

Con le carte che vi danno al Centro per l’Impiego, potrete far partire la pratica di sussidio, aggiungendo l’ultima busta paga, e una serie di documenti che trovate indicati sul sito dell’INPS o nei loro uffici.

La sola cosa che dovranno sapere subito è se riceverete i soldi per un mancato preavviso o no, per capire da quando far partire il sussidio stesso. Anche in questo caso, non abbiate timore di chiedere tutte le informazioni che non vi sono chiare, ci sono pochi strumenti a nostro vantaggio, usiamoli!

Per me tutto questo si è svolto durante circa un mese.

Dopodiché inizia tutta un’altra fase, di cui vi racconterò nel prossimo post.

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