Ho trovato un lavoro ! Diario di un’Assistente (disperata) che ce l’ha fatta!
Puntata 9
E poi un bel giorno, finalmente succede. Succede che si trovi un bell’annuncio, direttamente pubblicato sul sito dell’azienda stessa, succede che si risponda e che finalmente si venga chiamate e si abbia questa possibilità.
Quando finalmente dopo tante attese arriviamo al colloquio con un’azienda, oltre a essere galvanizzate, è utile non dare mai nulla per scontato. Per me ha voluto dire quasi rimettersi a studiare. Ho iniziato a leggere quanto più potevo sull’azienda che stavo per visitare, anche eventualmente le cose negative, che mi aiutassero a capire.
1. Mi interessa o no lavorare lì?
Per esempio non ho più proseguito il cammino con un’azienda dopo aver letto in rete moltissimi commenti negativi e addirittura l’apertura di un procedimento legale. Magari l’azienda risolverà il problema e ne uscirà vincente, ma preferivo non infilarmi in una situazione già compromessa.
Ormai ogni azienda ha un sito web, e quanto più l’azienda sarà strutturata, tanto più troveremo informazioni sui suoi cosiddetti valori o sulla mission; leggere queste parti è molto utile per capire se
2. Noi stessi siamo adatti a quest’azienda?
Se per esempio l’azienda promuove uno stile di vita nel quale non ci riconosciamo, è importante capirlo, perché fra queste mura poi ci dovremo passare molte ore per cinque giorni alla settimana. Prendendo poi il mio caso specifico, leggendo proprio la parte sui valori, ho iniziato a prendermi degli appunti, pensando a come e quando nella mia carriera avevo dato prova di questi valori in particolare. Se si tratta di un’azienda multinazionale, andiamo a visitare anche le pagine della casa madre, per avere una visione più globale della cosa. C’era un articolo molto interessante a riguardo su Secretary MAG di inizio dicembre e mi ci sono molto riconosciuta.
3. Chi incontreremo?
Io sono stata fortunata, ho ricevuto dall’azienda stessa, qualche giorno prima dei vari colloqui, i nominativi di chi mi avrebbe incontrato; naturalmente ho cercato in rete chi fossero queste persone, di cosa si occupassero, del resto loro sapevano chi fossi io, anche io volevo partire dallo stesso punto! Ho letto articoli e interviste ai fondatori dell’azienda stessa, scoprendo per esempio, l’importanza per loro della parola scritta; ho cercato allora di curare il più possibile le mail che ci siamo scambiati e di fronte alla richiesta di presentare anche un testo scritto ci ho lavorato meglio che potevo, rileggendolo e sistemandolo più volte. Il 65% di tutto si è svolto in inglese: anche in questo caso ho cercato di non dare nulla per scontato, utilizzando tutti gli strumenti in mio potere per non fare errori, soprattutto nel testo scritto. Mi sono esercitata a casa (mentre cucinavo, mentre rifacevo il letto…) a fare discorsi in inglese che parlassero di me, delle mie esperienze, delle aziende nelle quali avevo lavorato ecc.
Non voglio sembrare presuntuosa: sto cercando di spiegare che nonostante noi siamo brave, in gamba e abbiamo un sacco di qualità, quello che deve emergere è che siamo le persone migliori per quel posto di lavoro, e quindi ..
4) Abbiamo il dovere di prepararci al meglio a questo appuntamento
5) Essere Onesti
L’altra cosa che secondo me paga sempre, è banale dirlo, è l’onestà. Mentire sulla perfetta conoscenza di un programma, o sul livello di una lingua straniera, non è mai saggio, e questo è tanto più valido quanto più l’azienda sarà seria e strutturata. In tutti i colloqui che ho sostenuto nella vita sono dovuta passare dall’italiano all’inglese senza “preavviso”, e in due o tre occasioni ho sostenuto colloqui con stranieri, con pronunce anche un po’ ardue da capire…Sarebbe stato imbarazzante non sapere l’inglese veramente in quelle situazioni.
Infine, bisogna cercare per quanto possibile, di sorridere sempre e presentarsi aperte, educate e cordiali. Anche questo sembra una sciocchezza, ma non lo è, soprattutto se ci si trova di fronte a un colloquio che magari aspettavamo da mesi e al quale arriviamo nervose e senza più fiducia. Mi è capitato di essere “dall’altra parte” e di accogliere persone che arrivavano per un colloquio per un posto di stagista; beh so che non ci crederete, ma c’erano persone che arrivavano, nemmeno salutavano e nemmeno ricordavano il nome della persona che dovevano incontrare… “Sono tizio caio, devo vedere il signor…aspetti eh… il signor….”. Tutto questo, purtroppo, non garantisce un buon esito del processo di selezione.
Prima di essere licenziata avevo sostenuto tre colloqui fantastici, in un posto stupendo dove avrei voluto tantissimo andare a lavorare. Quando la selezionatrice mi chiamò per dirmi che avevano scelto un’altra persona, mi disse: “Lei ci era piaciuta molto, ha un curriculum buonissimo e si presenta benissimo, non si preoccupi che troverà presto un’altra occasione…”. Consola poco, devo dire, soprattutto in quel frangente… Ma il punto è che se anche voi sarete al 100%, e il vostro CV sarà fantastico, e vi presenterete al meglio, ci potrà sempre essere una candidata migliore di voi, o con una migliore preparazione, o ci saranno delle dinamiche difficilmente controllabili da parte vostra. Ma se essere preparate non garantisce il successo, non esserlo porterà certamente a un buco nell’acqua.
Ecco, ho terminato questo percorso.
Quest’ultimo episodio è stato davvero l’ultimo della mia vita da disoccupata, visto che poi è andato tutto bene e ho firmato un contratto con l’azienda per la quale attualmente lavoro. Ogni volta che al telegiornale sento parlare di disoccupati o disoccupazione, io nonostante ora ne sia uscita, sento ancora un peso sul cuore. Mi sento vicina a tutti quelli in questa situazione, so cosa vuol dire, e in un certo senso, qualcosa di questa esperienza credo mi rimarrà sempre attaccata. Se penso a quanti incompetenti occupano posizioni anche importanti, e a quante persone in gamba invece sono a casa, mi viene il magone…
Io non auguro a nessuno di vivere questa esperienza, ma auguro a tutti coloro che invece purtroppo verranno coinvolti, di risolvere tutto presto e bene e spero, di aver dato qualche utile consiglio e qualche piccolo segnale di incoraggiamento.
A tutte, davvero BUON LAVORO.
Ilaria

“The end is just a new beginning”
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